![]() |
||||||
|
|
|
|
|
|||
|
|
|||||||||||
Winston Smith | |||||||||||
Le sue opere sono conosciute in tutto il mondo, il suo nome non altrettanto. Eppure Winston Smith, punk master dell'assurdo e padrino dell'arte underground è il braccio grafico e artistico della indie Alternative Tentacles e il creatore delle più belle copertine di Dead Kennedys, Jello Biafra, Green Day. Le sue opere, i suoi 'collage', le sue icone rappresentano (e parlano di) sesso, religione, violenza, politica e soldi. Il suo ultimo libro ArtCrime e la sua mostra recentemente esposta in Italia esprimono la rockart visionaria di un personaggio inimitabile il cui stile personalissimo è riuscito ad attraversare più generazioni. Winston Smith (uno pseudonimo, il suo vero nome è segreto) nasce in Oklahoma nel 1982. Nel 1969, a diciassette anni, si trasferisce a Firenze dove studia alla Accademia di Belle Arti. Nel '75 ritorna in America e si stabilisce sulle colline di Ukiah, nella contea di Mendocino a nord di San Francisco, in un ranch circondato da sequoie giganti, senza acqua corrente, energie elettrica, né telefono. Nel 1976/77 fa il roadie per alcuni gruppi celeberrimi tra cui Quicksilver Messenger Service, Santana, Journey, Crosby Stills and Nash, Tubes.
Alla fine degli anni 70 inizia la sua carriera di grafico. Successivamente crea una propria fanzine chiamata Fallout e i suoi lavori cominciano ad apparire su testate prestigiose come Spin, Maximum Rock'n'Roll, Details, Flipside, National Lampoon, Architectural Digest, Mother Jones,
sulla rivista d'arte Juxtapoz e più recentemente su Playboy. Oltre a realizzare le copertine per la Alternative Tentacles, lavora anche per major discagrafiche come Warner Brothers Ha firmato due libri, Act Like Nothing's Wrong (The Montage Art of Winston Smith) publicato dalla Last Gasp di San Francisco (1994) e il recentissimo ArtCrime (1998), presentato lo scorso maggio a Milano (Leoncavallo), Firenze (Auditorium Flog) e Roma. Specializzato nell'estrapolare e rimontare immagini tratte dalle riviste popolari americane, in particolare degli anni 50, Winston è un autentico maestro di collage il cui vibrante surrealismo lo ha fatto accostare ad artisi come John Heartfield (fotografo e montaggista politico) e a leggende della visual art del calibro di Max Ernst e Marcel Duchamp. I suoi lavori, le sue opere, i suoi collage (straordinariamente fantasiosi e follemente bizzarri) hanno influenzato un'intera generazione punk el lo hanno indicato come personaggio imprescindibile della cultura e dello stile grafico underground americano. I sei anni trascorsi in Italia, dal '69 al '75, sono stati fondamentali per lo sviluppo della sua arte. Di quel periodo, Smith conserva ancora importanti amicizie (come quelle con i musicisti Tony Sidney e Giovanni Tommaso) e un buffo accento fiorentino. Quando non fa l'eremita nel ranch di Ukiah, vive in una casa di North Beach, il quartiere italiano di San Francisco. Ci puoi spiegare il tuo metodo di lavoro? Rifacendomi alla tradizione dadaista riprendo alcuni disegni da vecchie riviste degli anni 50 di cui ho una vastissima collezione; rielaboro soprattutto vecchie pubblicità estrapolando le immagini dal contesto originale per riadattarle ai giorni nostri oppure per collocarle in una situazione spanersa. Sembra quasi che tu ti spanerta a smantellare le illustrazioni rassicuranti della società americana, piene di simbologia moralista, per creare invece frammenti inquietanti e visioni spiazzanti. Quali strumenti usi? Giro sempre armato di un semplice taglierino e di un tubetto di colla. Li porto in tasca. Non ho bisogno d'altro, a parte le raffigurazioni per lavorare ai miei collage.
In realtà il crocefisso è stato pubblicato anche su Mother Jones, una rivista filo-comunista contro la politica del Presidente Reagan. Sei molto amico di Jello Biafra e hai realizzato spanerse copertine dei suoi album. Come vi siete incontrati? È stato attraverso un'amica comune: lei sosteneva che io e lui avessimo gli stessi gusti. Un giorno questa amica mi dà un 45 giri, California Uber Alles, dei Dead Kennedys. Quando ho sentito il disco ho capito che aveva ragione. Cosi gli ho mondato una cartolina e l'ho incontrato la prima volta a Union Square, a San Francisco. Quando ci siamo rivisti, gli ho mostrato il mio crocefisso e Jello Biafra mi ha detto: "È un progetto pericolosamente azzardato: lo voglio per la copertina del mio primo album!". Sono molto amico anche della sua famiglia. Un mese fa, prima di venire in Italia, sono stato sulle montagne del Colorado (vicino a Boulder, nada) con i genitori di Jello. I suoi sono molto aperti e moderni. Sua mamma ad un certo punto mi ha detto: "Sono molto contenta che Eric (il vero nome di Jello Biafra, nda) non sia spanentato un poliziotto" e io ho risposta "Certo, anche perché se no, oggi, saremmo tutti in galera!".
Si, non è un segreto. Sono stato pagato 25.000 dollari. Nel '75, dopo aver lasciato l'Italia, sei tornato subito in America? Si, in California. Sono entrato a far parte di un'organizzazione che affittava le attrezzature tecniche che i gruppi usavano per fare le prove. Nel '76 ho fatto il roadie per i Quicksilver Messenger Service. Ho cosi avuto modo di conoscere bene John Cipollina che, una volta saputo che facevo anche il grafico, mi fece vedere i suoi splendidi disegni e le sue scritte. Aveva talento, ma era timido: non voleva mostrare a nessuno i suoi lavori artistici. In seguito ho lavorato come roadie anche per i Tubes (bravissimi), Patti Labelle (una persona adorabile), Eddie Money (un ex poliziotto), Santana, Journey e Crosby Stills & Nash che nel '77 mi commissionarono la grafica dei loro backstage pass. Del periodo con CSN mi ricordo le montagne di bottiglie d'acqua minerale Perrier di cui loro andavano pazzi. So che sei ancora in contatto con Graham Nash... Si, I'ho risentito dopo tanti anni. Ora ci telefoniamo spesso, tanto che lui mi ha chiesto di fare la copertina del nuovo album di reunion. Nash è quello che tiene i contatti tra i membri di CSN&Y: mi ha detto che il disco si potrebbe chiamare Homeland... però non mi ha fatto fretta. 'Sei sicuro di volere una mia copertina?... Faccio cose strane...' gli ho detto. Ma lui sostiene di aver visto il mio libro e i miei lavori: dice che gli piacciono. Ti ricordi qual è stato il primo concerto che hai visto nel 1976 quando sei arrivato in California? John Kay ed i suoi Steppenwolf: mi piacevano parecchio. Secondo te, negli anni '60, quale era il gruppo californiano migliore dal punto di vista strumentale? Big Brother And The Holding Company: erano fenomenali e poi avevano una cantante eccezionale, Janis Joplin. Oggi sono ancora amico di Peter Albin dei Big Brother, lui vive a Novato. lo invece ho un ranch a Ukiah, nella contea di Mendocino e li vicino credo abita ancora Barry Melton (ex Country Joe and The Fish ed ex Dinosaurs, nda) che ora fa l'avvocato. Qual è, per te, la differenza principale tra i gruppi californiani del sixties e le punk band dei seventies? Sicuramente i gruppi della west-coast degli anni 60 suonavano molto meglia. È vero che sei amico del papà di Leonardo Di Caprio? Si, è un tipo spanertente. vive a Los Angeles ma è venuto anche di recente alla mia mostra a San Francisco. George Di Caprio è molto spiritoso e ho scoperto che, come me, si spanerte ad inventare i nomi più buffi e bizzarri per i gruppi rock. Che musica ascolti, oggi? Ho amato i gruppi californiani degli anni 60 e ho conosciuto molte punk band degli anni 70. Attualmente mi piacciono molto lo swing e il revival di quel movimento, quello che oggi chiamano neoswing o retroswing. Ci puoi caldeggiare un nome tra i gruppi emergenti di San Francisco? Direi Storm & Her Dirty Mouth. Ad oggi, hanno inciso soltanto un EP con quattro canzoni. Dal vivo sono incredibili: dinamite pura! Lei, Storm, una sorta di nuova Janis Joplin, presenta un poprock davvero efficace.
(Si ringrazia Emilio Celora per la preziosa collaborazione)
|
|||||||||||
|
|
|||||||||||